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01-12-2011 → 22-12-2011
MAESTRI GIAPPONESI UKIYO-E

Con il Patrocinio del Consolato Generale del Giappone a Milano

1 - 22 dicembre 2011

Luogo: Galleria Stanza del Borgo

Via Turati 7 (Metrò linea 3)

20121 Milano

Telefono: +39 02 6598203

info@stanzadelborgo.it

www.stanzadelborgo.it

Orari: da martedì a sabato 10,00 / 13.00-15,00 / 19,30

La Stanza del Borgo presenta ai collezionisti e agli amatori di grafica giapponese una scelta di xilografie policrome dei maestri “Ukiyo-e”: “le Immagini del mondo fluttuante”. Questa scuola fu specifica espressione della nuova cultura urbana giapponese nata all’interno della classe dei mercanti e degli artigiani di Kyoto, Osaka ed Edo, città in pieno sviluppo, fin dall’inizio del secolo XVII, quando il Giappone venne pacificato ed unito dallo shogunato Tokugawa, dopo il travaglio delle guerre civili.

In origine l’espressione “mondo fluttuante” derivando da una voce buddista del Giappone medioevale, aveva un significato austero: indicava il carattere illusorio ed effimero degli eventi della vita.

Nella rinascenza giapponese del secolo XVII la “transitorietà delle cose”non invitava a disprezzarle per rivolgersi a valori spirituali ma diventava un invito ed un incentivo a godere il mondo nel suo presente: così la classe borghese, molto ricca in seguito alla grande espansione dei traffici monetari, affermava i propri valori in una concezione edonistica della vita. I temi dell’Ukiyo-e corrispondono agli interessi della borghesia: le belle donne e le cortigiane celebri, il teatro kabuki, i lottatori di sumo, il mondo della natura, con fiori e animali, il paesaggio, i luoghi celebri ed il mondo fantastico.

La tecnica della xilografia policroma garantì alle immagini di questa arte una grande diffusione e popolarità.

In contrasto con la severa morale neoconfuciana propugnata dal governo Tokugawa i ricchi mercanti proponevano un ideale di “vita gaudente”, ostentando ricchezza, organizzando feste, frequentando teatri, scegliendo le più raffinate cortigiane.

Strettamente legata a specifiche forme letterarie e teatrali quali la nuova letteratura popolare ed il teatro “kabuki”, la Scuola Ukiyo-e predilesse soggetti tratti dal mondo del teatro e delle cortigiane: questi temi alimentarono l’arte Ukiyo-e durante i secoli XVII e XVIII con la fioritura dei ritratti degli attori più celebri e delle belle donne interpretati da Sharaku , Utamaro ed Eishi. Poi gli artisti si orientarono verso nuovi soggetti tra cui il “paesaggio”, tra i più celebri maestri in questo campo, ricordiamo Hokusai ed Hiroshige.

Le opere esposte sono un piccolo nucleo selezionato degli “artisti “Ukiyo-e” più famosi: Utamaro, Eishi, Hokusai, Hiroshige, Kunisada, Eisen, Kuniyoshi ed altri.

L’Arte Ukiyo conoscerà un grande successo in occidente e soprattutto in Francia con l’esposizione universale del 1867 a Parigi.

Alla fine del XIX secolo le stampe giapponesi furono ampiamente esportate in Europa ed in America e crearono la “moda dell’arte giapponese” influenzando gli artisti del tempo, in particolare gli Impressionisti con Degas, Cezanne,Van Gogh, Gauguin, Manet, Monet, Renoir, Toulouse -Lautrec, fino a Picasso, Klimt ed i Nabis, con Vuillard e Bonnard, ispirandone la tavolozza, le composizioni ed i volumi con un senso dello spazio nuovo.

Claude Monet raccolse una collezione di 250 silografie giapponesi, esposte ora nella sua casa di Giverny; Vincent Van Gogh collezionò 400 stampe visibili oggi al museo di Amsterdam, egli fu uno dei più ferventi cultori dell’arte giapponese: nel 1886, scriveva al fratello Théo che tutto il suo lavoro sì ispirava ai giapponesi. Il movimento del “giaponismo” si diffuse, in Olanda, negli Stati Uniti ed in Inghilterra sostenuto da grandi artisti quali James Abbot Mcneill Whistler.

A Vienna Gustave Klimt riunì una bella collezione che influenzerà le sue opere.

La Francia fu certamente un luogo privilegiato per la diffusione del “giaponismo” grazie agli Impressionisti ed ai Nabis. Le opere di Gallé, Lalique, le porcellane di Sévres in Francia e Tiffany a New York s’ispirarono all’arte Ukiyo-e.

Le più importanti collezioni sorsero in quest’epoca, tra di esse ricordiamo quella di Samuel Bing, di Isaac de Camondo, che legò la sua raccolta al Louvre, i fratelli Henri e Edmond Goncourt, Louis Gonse, Raymond Koechlin ed Henri Vever.