focus - Surimono

I surimono differiscono in modo sostanziale dalla produzione delle silografie giapponesi: vennero commissionati e pubblicati privatamente, stampati su carte pregiate (Hōshogami) ed accompagnati da poemi ‘Kyôka’ scritti ‘per il piacere’, durante le riunioni organizzate, di ammirare la luna, di celebrare il successo di un attore, il cambiamento del nome di un poeta o più semplicemente per gioire insieme della caduta della prima neve o per l’arrivo della primavera.
Nei circoli letterari si analizzavano i poemi più riusciti che il club poetico decideva di pubblicare ottenendo la partecipazione di un pittore celebre come Hokusai o altri che avevano confidato il loro talento all’arte intima dei surimono, tra i quali Gakutei, Hokkei, Shinsai, Toyohiro e questo permetteva di lavorare e raggiungere tecniche di una qualità eccezionale.
Queste riunioni ‘de Kyôka’ erano un’occasione di confronto di idee. Uno dei caratteri particolari dei surimono risiede nel lusso della perfezione tecnica, della raffinatezza dei colori e dell’armonia delle forme.
La relazione tra gli oggetti raffigurati ed i ‘Poemi Kyôka’ non è diretta, il significato nascosto delle nature morte non corrisponde solo ad un certo manierismo.

In una società rigorosa e rigorista, ove la censura era onnipresente, ove gli artisti più famosi non sfuggivano all’inquisizione e alla persecuzione, i surimono offrivano una oasi di libertà protetta dai labirinti della cultura.

I pittori dissimulavano nei fiori l’alternarsi delle stagioni e con i ‘surimono egoyomi’ (calendari) svelavano attraverso gli oggetti più innocenti della vita quotidiana le illusioni molteplici della vita e l’evocazione del tempo che passa; i surimono per la celebrazione dell’anno nuovo erano intessuti di gioia e di malinconia.

Il piccolo formato dei surimono (shikishiban) invece di ridurre l’importanza favoriva la ricerca della perfezione.

I circoli erano un vero laboratorio di idee e di tecniche. Così anche l’impiego del ‘colore blu’ derivante ‘dall’indigo’ fu prima usato per i surimono e solo in seguito nel secolo XIX, per le stampe di grande formato di Hokusai, Hiroshige, Eisen ed altri. I metodi di applicazione dei colori su di un blocco umido, poi l’asciugatura che permetteva di ottenere gradazioni di colore, furono sperimentate nelle tirature limitate dei club, prima di essere reimpiegate nelle grandi serie quali ‘Le vedute del Fuji’, della ‘Tokaido’ e di tante altre serie.

I finanziatori privati conferivano agli intagliatori e agli stampatori una libertà di lavoro e di tempi, che permetteva loro di fare ricerche. Le nature morte belle ed enigmatiche sono fatte ‘per essere lette’: i costumi di oggi sono cambiati, gli oggetti spesso scomparsi, gli specchi d’argento, le stoffe preziose sono ora ‘cose del passato’ che i surimono ci testimoniano.

Per un ulteriore approfondimento segnaliamo due siti di particolare utilità:

http://www.fitzmuseum.cam.ac.uk/

http://www.viewingjapaneseprints.net/texts/topictexts/artist_varia_topics/surimono_poems7.html

Totoya Hokkei
Una principessa cinese ritratta mentre fissa lo sguardo in uno specchio
Katsushika Hokusai
Natura morta con cavallucci marini e coleotteri
Keisai Eisen
Geisha seduta in una veranda
Ryuryukyo Shinsai
La pura conchiglia rossa - Masuogai, 1809
Venduto
Ryuryukyo Shinsai
Natura morta con strumento musicale
Venduto
Utagawa Sadakage
Giovane Donna Con Un Fascio Di Fascine
Venduto
Utagawa Sadakage
Il Fiume Noda nella Provincia di Mutsu - Mutsu Sono Go
Totoya Hokkei
Figura femminile in piedi che stringe tra le braccia un rotolo