Mosé Bianchi


1840 Monza - 1904


XIX secolo


Mosè Bianchi, iscrittosi all’Accademia delle Belle arti di Brera nel 1856, abbandonò temporaneamente la sua attività artistica  nel 1859 per combattere come patriota nella seconda guerra di Indipendenza Italiana.
Tornato in seguito a Milano per riprendere la sua vita di pittore frequentò Giuseppe Bertini ed un gruppo di artisti presenti nello studio, tra cui si trovava Tranquillo Cremona, che lo introdusse nel mondo della Scapigliatura Lombarda.  Questo contatto influirà in modo determinante  sulla sua attività artistica.
Nel 1862 espone , per la prima volta, tele di grandi dimensioni ed inizia a viaggiare soggiornando  a Venezia, Parigi e Roma. I contatti con gli artisti presenti in queste città, quali Mariano Fortuny Y Marsal, Ernest Meissonier ed il mercante Goupil lo spinsero a dipingere scene di genere
Anche l’attività della famiglia Tiepolo ebbe un’influenza significativa sul pittore:  promosse oltre alle scene di genere anche la sua vena di abile ritrattista e lo spinse a sperimentare l’attività incisoria, in cui riscosse un grande successo.
In tutta questa vivace attività artistica fu assistito da suo nipote,  il pittore Pompeo Mariani che presto scomparve per una malattia. Nella descrizione dei dipinti presenti nell’ atelier del nipote fu ritrovato anche uno studio pittorico che è in relazione  con l’opera Il Genio dei Savoia e con gli studi grafici. Per ulteriori informazioni si veda la pubblicazione, Rizzoli & C., Anonima Per L'Arte Della Stampa Milano, 1933 - XII, Galleria Dedalo già Galleria Scopinich S.A: Via S. Andrea ,8 - Mostra postuma di Pompeo Mariani - Novembre 1933    A. XII, elenco n. 257 Mose Bianchi Studio per Saletta Reale Stazione di Monza Genio di Savoia.