XVI Secolo - 17 autori

Albrecht Altdorfer

Regensburg 1480 c. - 1538

Altdorfer trascorse la maggior parte della sua vita a Regensburg, diventandone cittadino nel 1505; negli anni successivi divenne architetto ufficiale della città e membro del suo consiglio interno. Era lo spirito guida della scuola di pittura del Danubio. Con il paesaggio di Regensburg (1522-25) e altre opere, Altdorfer dipinse i primi paesaggi puri, cioè scene paesaggistiche che non contenevano figure umane, dai tempi dell` antichità. Il suo soggetto preferito erano le foreste della Germania e dell Austria. E` stato anche tra i primi a dipingere la luce dei tramonti e dei crepuscoli. Molte delle sue pale d’altare sono scene notturne illuminate da luce artificiale, luce delle stelle o del crepuscolo con insolita brillantezza.Il capolavoro di Altdorfer, La battaglia di Alessandro a Issus (1529, Alte Pinakothek, Monaco di Baviera), è una scena di battaglia dagli incredibili dettagli e con un paesaggio estremamente drammatico ed espressivo.L` elemento fantastico che ha pervaso i dipinti di Altdorfer è stato anche prominente nei suoi disegni, la maggior parte dei quali eseguiti in nero con lumeggiature bianche su carte scure.I suoi bulini e le sue xilografie, di piccole dimensioni, si caratterizzano per la loro ricchezza inventiva.Alla fine della sua carriera ha usato, come incisore, la nuova tecnica dell` acquaforte per produrre una serie di paesaggi.

La Vergine E Il Bambino Con Due Fanciulli Ercole E Il Leone Di Nemea Il Giudizio Di Paride Ercole E La Musa San Cristoforo

Hans Sebald Beham

Norimberga 1500 - Francoforte 1550

Il Corteo Di Matrimonio

Jacques Bellange

Nancy 1575 c.- 1616

Melchiorre

Giovanni Bilivert

Firenze 1585 - 1644

Bilivert, la cui nazionalità veniva indicata come fiammingo-fiorentina o franco-fiorentina, nacque in realtà a Firenze da Jaques Bijlevelt, un famoso orafo al servizio dei Medici alla fine del Cinquecento. Iniziò la sua carriera artistica a Siena nella bottega di Alessandro Casolani ed in seguito si trasferì a Firenze, ove per interessamento del Duca Ferdinando de' Medici entrò nell'atelier di Cigoli. Dopo un breve soggiorno a Roma al seguito del suo maestro Cigoli, ritornò nella città toscana e da 1611 al 1621, per interessamento di Cosimo II, fu il disegnatore ufficiale dell'Atelier della Pietre Dure. Ricevette importanti commissioni pubbliche e private ed ebbe una grande bottega in cui operarono diversi artisti tra cui Fidani, Furini, Coccapani e Salvestrini. Tra le opere più importanti ricordiamo la tela del 1612 "L'Arcangelo rifiuta i doni a Tobia”, conservata alla Galleria Palatina, il "Ritrovamento della vera Croce da parte da parte di Sant'Elena” in Santa Croce ed il quadro "Susanna e i Vecchioni”, commissionato all'artista da Carlo de’ Medici. Dopo il 1631 Bilivert predilige i temi del Vecchio Testamento, questo mutamento di gusto è dovuto probabilmente al suo soggiorno a Roma.

Eco E Narciso (r) Figura Femminile (v)

Jacques Callot

Nancy 1592 – 1635

I Gobbi

Giovanni Battista Franco, detto Il Semolei

Udine 1510-Venezia 1561

Sappiamo da Vasari che Battista Franco partì alla volta di Roma all’età di venti anni, desideroso di studiare il mondo antico ed in particolare le opere di Michelangelo. Nel 1536, già affermato pittore, lavora ai progetti per l’ingresso di Carlo V a Roma e a Firenze, sotto la direzione di Vasari, in seguito si trasferisce a Firenze ove ottiene importanti commissioni da Cosimo I de’ Medici. Nel 1545 è impegnato ad Urbino al servizio di Guidobaldo II della Rovere e nelle manifatture di maioliche di Castel Durante per le quali fornisce i disegni. Nel 1550 è attivo a Venezia ove ottiene rilevanti commissioni per la decorazione di chiese e di palazzi. Il corpus di incisioni di Franco comprende un centinaio di pezzi molti dei quali soni firmati col monogramma: B(ptista) F(rancus) V(enetus) F(ecit): il suo stile, pur risentendo degli insegnamenti di Raimondi, si evolve in modo personale alimentato dall’influenza dei maestri del ‘500, in particolare di quelli veneti. Letteratura: Anna Varick Lauder “Battista Franco”, Musée du Louvre, Département des Arts Graphiques: Inventaire Général des Dessins Italiens, Tome VIII, 2009.

L’imperatore Costantino Presenta La Citta’ Di Roma A Papa Silvestro

Hendrick Goltzius

Mühlbrecht 1558 – Haarlem 1617

Goltzius è stato il più importante esponente del manierismo olandese, noto in tutta Europa per la sua abilità tecnica e il suo virtuosismo. Egli è stato uno degli ultimi grandi maestri incisori a utilizzare il bulino, prima che questa tecnica fosse sostituita, nel secolo XVII, dalla più flessibile acquaforte. Lavorò come incisore presso i più rinomati editori di stampe d’Anversa, prima di creare, nel 1582, a Haarlem, la propria casa editrice. Goltzius era in stretto contatto con i maggiori artisti olandesi del suo tempo, in particolare con Karel van Mander, il principale teorico dell’arte dell’epoca, e con Bartholomeus Spranger, pittore a Praga presso la corte dell’Imperatore del Sacro Romano Impero. Sviluppò una tecnica d’incisione adatta a tradurre in stampe le eleganti invenzioni manieriste di Spranger. Tale tecnica, era fondata su linee sinuose e flessibili, dotate di una loro peculiare qualità calligrafica e capaci di evidenziare la plasticità delle forme. Dopo pochi anni. Goltzius abbandonò questo stile che restò comunque patrimonio degli incisori della sua scuola. Fu soprattutto il viaggio in Italia del 1590-1591 che lo portò a preferire una linguaggio formale più chiaro e influenzato dall’Antico e dal Rinascimento italiano. Intorno al 1600 egli passò al figliastro Jacob Matham la gestione della casa editrice. Personalmente smise d’incidere e si dedicò alla pittura fino alla sua morte.

Il Drago Divora I Compagni Di Cadmo Ercole E Caco

Franz Hogenberg

Mechelen 1535 - Colonia 1590 c.

Pianta Prospettica Di Napoli Pianta Prospettica Di Roma

Bernardino India

Verona 1528 - 1590

Bernardino India nacque a Verona ove realizzò la maggior parte della sua attività artistica. Iniziò il suo percorso con Domenico Riccio. Collaborò con l’architetto Michele Sanmicheli in Palazzo Canossa e con Pellegrini nella Cappella in San Bernardino a Verona. Affiancò Felice Brusasorzi, figlio di Domenico, negli affreschi a Palazzo Fiorio Della Seta. Decorò le ville Palladiane tra cui Villa Pojana, Villa Foscari (conosciuta anche come La Malcontenta), dove fu attivo anche Giovanni Battista Zelotti, e Palazzo Thiene a Vicenza. Orlando Flacco completò la sua opera maggiore nella Sala del Maggior Consiglio a Verona.

Progetto Di Decorazione Per Una Parete

Francesco Mazzola, detto Il Parmigianino

Parma 1503 - Casalmaggiore 1540

La Deposizione Di Cristo, Seconda Versione La Vergine E Il Bambino

Pierre Milan

attivo a Parigi 1542 - 1560

Pierre Milan è considerato il più importante incisore in Francia nella metà del cinquecento. I suoi bulini, principalmente aa soggetti di Rosso Fiorentino, furono pubblicati in grande abbondanza. Fino al 1940 molte delle opere furono attribuite a Reneè Boyvin, suo assistente prima che Boyvin aprisse la sua bottega. I suoi bulini ispirati alle decorazioni di Rosso Fiorentino a Fontainebleau sono databili entro il 1540, quando egli era conosciuto come `Incisore del re`. A partire dal 1542 Milan fu attivo a Parigi. Le ultime informazioni sulla sua attività risalgono al 1557.

Le Tre Parche, Disegni Per Costumi 1534 C.

Jacopo Negretti detto Palma il Giovane

Venezia 1548 – 1628

Palma il Giovane fu uno dei massimi esponenti della Scuola Veneziana del 1600. Sviluppò uno stile manierista personale, si accostò alla pittura di Tintoretto e collaborò col pittore al ciclo delle scene della vita di Santa Susanna in San Marco a Venezia. Palma fu anche influenzato dall’arte manieristica del centro Italia, conosciuta durante il suo soggiorno ad Urbino (1564 – 1567) ,al servizio del Duca Guidobaldo che, riconosciuto il talento dell’artista, lo inviò a Roma ove rimase fino al 1573 c. Nato in una famiglia di artisti fu il nipote prediletto di Palma il Vecchio ed il figlio di Antonio Negretti, una figura di spicco minore, allievo di Bonifazio de’Pitati, alla morte del quale Jacopo ereditò la bottega. Dopo la morte di Tintoretto nel 1594, Palma divenne l’artista leader di Venezia.

Foglio Di Studi: Mani, Gambe, Volti E Corpi, 1610 C. (r.); Lettera Autografa Dell'artista (v.)

Bernardino Poccetti

San Giminiano 1553 c. – 1612

Figura Maschile Seduta

Biagio Pupini

Bologna active 1511-1515 – Bologna 1551

Sappiamo da Malvasia che Biagio Pupini fu allievo di Giacomo Francia, la sua prima opera documentata fu una collaborazione con Bagnacavallo per dipingere la Cappella dell’altare maggiore di S. Maria della Grazie a Faenza (1511). Molte opere pittoriche di Pupini furono distrutte, ma un vasto corpus di disegni si è salvato. Dall’esame dell’opera grafica si evince che Pupini fece un viaggio a Roma ove ammirò gli affreschi di Raffaello e di Polidoro. Di ritorno a Bologna Pupini collaborò con Bagnacavallo ed in seguito con Girolamo da Cotignola. Nel 1537 lavorò con gli artisti ferraresi nella Villa di Belriguardo per Ercole d’Este.

La Pentecoste

Giulio Sanuto

Venezia attivo dal 1540 c.- al 1588

Baccanale In Una Foresta

Giuseppe Nicoló Vicentino

Vicenza 1525 c. – attivo a Roma, Venezia e Bologna 1550

L’adorazione Dei Magi Clelia Attraversa Il Tevere

Enea Vico

Parma 1523 – Ferrara 1567

Incisore e numismatico, Vico si stabilì giovanissimo a Roma, dove operò per editori-mercanti di stampe quali A. Barlacchi e A. Salamanca e si formò soprattutto attraverso lo studio delle incisioni su rame di M. Raimondi e della sua scuola. Dopo un soggiorno a Firenze (1545) si stabilì a Venezia per poi passare, dal 1563, alla corte di Alfonso II a Ferrara. Di Vico rimangono circa cinquecento incisioni a bulino: ritratti, serie di vasi antichi, gemme e cammei, incisioni da opere di Raffaello, Michelangelo, Salviati, e la raccolta Le immagini delle donne auguste (tratte da medaglie romane, 1557). La sua fama di numismatico trova conferma nei volumi Immagini con tutti i riversi trovati et le vite degli imperatori (1548); Discorsi sopra le medaglie degli antichi (1555); Commentari alle antiche medaglie degli imperatori romani (1560).

Grottesca Con Bucranio