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Dio Padre in gloria con lo spirito Santo e Angeli Musicanti

Giovanni Mauro Della Rovere detto il Fiammenghino
Dio Padre in gloria con lo spirito Santo e Angeli Musicanti
1613/1614

Nella parte centrale del disegno è raf?gurato Dio Padre seduto sulle nuvole che, secondo l’iconogra?a tradizionale, ha la mano destra alzata e benedicente e la sinistra, che impugna lo scettro, appoggiata sul globo. Sotto di lui è la colomba dello Spirito Santo e tutt’intorno ci sono cherubini, putti e angeli musicanti.

L’intera scena è invasa dalla luce proveniente dall’aureola di Dio e dalla colomba.

La tecnica esecutiva è quella tipica e ben riconoscibile di Giovanni Mauro Della Rovere, che si contraddistingue per l’uso di rapidi tratti a penna per delineare i contorni principali delle ?gure, poi accuratamente ombreggiate con inchiostro acquerellato e lumeggiate con biacca.

Al centro del disegno si nota l’inserimento di un altro foglio, di carta più azzurra, che comprende l’area che va dalla vita di Dio Padre ?no alla colomba. Si tratta di un intervento, sicuramente autografo, effettuato dall’artista forse a causa di un ripensamento di questa parte della composizione.

Lo stile è quello corsivo e libero dell’artista già maturo, e non ancora caratterizzato dalla pesantezza e dalla sommarietà che contraddistinguono i disegni dell’ultimo decennio della sua attività.

La forma centinata del foglio induce a pensare che si tratti di un disegno preparatorio per un affresco, da realizzare nell’abside di una chiesa o di una cappella.

La stessa ?gura di Dio Padre assiso sulle nubi si ritrova in due affreschi eseguiti dall’artista, entro il secondo decennio del Seicento, in altrettante pievi site nella zona dell’Alto Lario. Il primo è nella volta del presbiterio della chiesa dei Santi Gusmeo e Matteo in Gravedona, commissionato all’artista nel 1608 (cfr. Tenchio 2000, pp. 23-25), dove si ritrovano anche le teorie di cherubini e angeli musicanti.

 

Il secondo è nella parte centrale della volta della Cappella del Santo Rosario nella chiesa di San Giuliano in Stazzona, dove Giovanni Mauro lavorò nel 1619 (cfr. Tenchio 2000, pp. 41-50).

 

L’angelo in volo con le braccia spalancate in alto a destra si ritrova invariato nel disegno del Metropolitan Museum di New York (inv. n. 62.119.4; cfr. Bean, Tur?i? 1982, n. 231, p. 231), raffigurante la Vergine con il Bambino e San Domenico che distribuiscono rosari ai fedeli, che presenta sul verso la data, apposta dall’artista stesso, ’19 settembre 1618’.

 

Gli stessi sei angeli musicanti presentano forti af?nità con quelli affrescati da Giovanni Mauro, tra il 1621 e il 1622, nella chiesa parrocchiale di Bienno, in provincia di Brescia, dedicata ai Santi Faustino e Giovita (cfr. Caviglioli 1989, vol. 37). In particolare, l’angelo che suona il violino, quello con l’arpa e quello con il tamburello, presentano la medesima gestualità di quelli raffigurati in questo disegno.

Bibliogra?a
Jacob Bean, Lawrence Tur?i?, Fifteenth and Sixteenth Century Italian Drawings in The Metropolitan Museum of Art, The Metropolitan Museum of Art, New York, 1982.
Leonardo Caviglioli, Della Rovere Giovan Mauro detto il Fiamminghino, ad vocem in Dizionario Biogra?co degli Italiani, Volume 37 (1989).
Paola Tenchio, L’Opera del Fiammenghino nelle Tre Pievi Altolariane, Arti Gra?che Sampietro, Maneggio (Co), 2000.

 

  INFORMAZIONI
Tecnica: Penna e inchiostro bruno, acquerellato in bruno e grigio, biacca
Dimensioni: Carta grigio-azzurrina, foglio centinato 260 x 412 mm

Prezzo su richiesta

  CATEGORIE
Maestri antichi, Disegni, MAESTRI

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