Eco e narciso (r) figura femminile (v)
Eco e narciso (r) figura femminile (v)
STANZA
DEL
BORGO
Disegni

Giovanni Bilivert

Firenze 1585 - 1644

ECO E NARCISO (r) FIGURA FEMMINILE (v)

Sanguigna e acquarello rosso (r), matita rossa e nera (v)
mm 164x234

Al verso antica attribuzione "Scuola di Raffaello" e numerazione "g. 10-20".

Studio preparatorio per il dipinto monogrammato e datato "G.B.1633", commissionato da Don Lorenzo de' Medici, oggi conservato alla Staatgalerie a Schleissheim (inv. 9887).

La tela è stata identificata da Mina Gregori (1) con quella commissionata da Don Lorenzo de' Medici come pendant del dipinto "Apollo e Dafne" menzionata da Orazio Fidani, biografo di Bilivert in Baldinucci, VII, pag. 75: "Di poi fu eletto dal Serenissimo Principe don Lorenzo de' Medici perchè li facessi due quadri di tre braccia e mezzo, per farvi drento Apollo che corre dreto a Dafne, la divien lauro, e ne l'altro ci ha dipinto Eco e Narciso fatti con morbidezza grandissima, con certi paesi al suo solito sfumati".

Baldinucci conservava nella sua collezione anche l'altro studio, più finito, ora al Louvre (inv.576, cfr. Goguel, op. cit. 2005, n. 83) (link) sempre in relazione alla composizione 'Eco e Narciso'. Nel 1652, Orazio Fidani, allievo prediletto di Bilivert, eseguì una copia libera di Eco e Narciso, ora conservata a Firenze nella Collezione di Elena Bigongiari.

Un disegno preparatorio per lo stesso dipinto, proveniente dalla collezione di Filippo Baldinucci, si trova al Louvre (inv. 579), (link) (2).

Il nostro foglio, inedito, è un' interessante aggiunta al corpus grafico di Bilivert.

Ringrazio Catherine Goguel per l'amabile assistenza nella catalogazione del disegno.

Nota 1) Mina Gregori "postilla ritardata a due Mostre" in Bollettino della Accademia degli Eutelèti della città di San Miniato, 33, 1961, pp. 95-110.
Nota 2) Catherine Monbeig Goguel "Dessins Toscans XVI-XVII Siècle, vol. II, 1620-1680, Parigi, 2005, n. 82, recto e verso.

Notizie su: Giovanni Bilivert

Bilivert, la cui nazionalità veniva indicata come fiammingo-fiorentina o franco-fiorentina, nacque in realtà a Firenze da Jaques Bijlevelt, un famoso orafo al servizio dei Medici alla fine del Cinquecento. Iniziò la sua carriera artistica a Siena nella bottega di Alessandro Casolani ed in seguito si trasferì a Firenze, ove per interessamento del Duca Ferdinando de' Medici entrò nell'atelier di Cigoli. Dopo un breve soggiorno a Roma al seguito del suo maestro Cigoli, ritornò nella città toscana e da 1611 al 1621, per interessamento di Cosimo II, fu il disegnatore ufficiale dell'Atelier della Pietre Dure. Ricevette importanti commissioni pubbliche e private ed ebbe una grande bottega in cui operarono diversi artisti tra cui Fidani, Furini, Coccapani e Salvestrini. Tra le opere più importanti ricordiamo la tela del 1612 "L'Arcangelo rifiuta i doni a Tobia”, conservata alla Galleria Palatina, il "Ritrovamento della vera Croce da parte da parte di Sant'Elena” in Santa Croce ed il quadro "Susanna e i Vecchioni”, commissionato all'artista da Carlo de’ Medici. Dopo il 1631 Bilivert predilige i temi del Vecchio Testamento, questo mutamento di gusto è dovuto probabilmente al suo soggiorno a Roma.
prezzo: 9.500
note: Venduto