La pentecoste
La pentecoste
STANZA
DEL
BORGO
Disegni

Biagio Pupini

Bologna active 1511-1515 – Bologna 1551

La Pentecoste

Penna, inchiostro bruno, acquarello, rialzi a biacca su carta beige
 
Mm 170 x 275 
 
Provenienza: Collezione Alfredo Viggiano, Venezia 1884 – 1948, timbro di collezione (lettere AV in un riquadro) in basso a sinistra (Lugt supp.191).
Il nostro studio, probabilmente per ‘La Pentecoste’, ricorda il disegno ‘Gruppo di figure nude: per una Pentecoste’ 1)di Collezione privata, Parigi, esposto a Londra alla Mostra Sotheby Courtauld exhibition: ’Drawing in Bologna, 1500-1600’, 1992, n .49.
Le relazioni si notano nella struttura architettonica: nella la scala al centro, con a sinistra vari piani su cui si appoggiano i personaggi e nel nudo maschile, in secondo piano a sinistra, appoggiato con l’avambraccio ad un muretto e con lo sguardo rivolto verso l’alto intento a cogliere il mistero della discesa dello Spirito Santo. Anche la disposizione delle figure che fiancheggiano la Vergine, disegnata al centro, è simile nelle due composizioni.
Conosciamo un terzo disegno, sempre in relazione alla Pentecoste, conservato al Louvre (inventario n. 8859, link) 2).
Malvasia ricorda un dipinto dello stesso soggetto per la Chiesa di San Petronio (Malvasia, 1969, pag.238, n.18) ed un affresco nella Biblioteca di San Salvatore, purtroppo andato perduto.
Allievo di Francesco Francia, intorno al 1511 fu associato a Bagnacavallo, in seguito i suoi interessi si focalizzarono su Raffaello ed i suoi allievi: Peruzzi e Parmigianino.
La tecnica è particolarmente pittorica per l’uso della biacca, il gusto per l’antico tradisce l’ ammirazione per Polidoro da Caravaggio.
Nota: 1) Dominique Cordellier ‘De la Renaissance à l’Age baroque’, Réunion des Musées Nationaux, Paris, 2005, n. 72
2) Marzia Faietti, Dominique Cordellier ‘ Un Siècle de dessin à Bologne’, Musée du Louvre, 2001, Catalogo della Mostra, pag. 65, n. 16.

Notizie su: Biagio Pupini

Sappiamo da Malvasia che Biagio Pupini fu allievo di Giacomo Francia, la sua prima opera documentata fu una collaborazione con Bagnacavallo per dipingere la Cappella dell’altare maggiore di S. Maria della Grazie a Faenza (1511). Molte opere pittoriche di Pupini furono distrutte, ma un vasto corpus di disegni si è salvato. Dall’esame dell’opera grafica si evince che Pupini fece un viaggio a Roma ove ammirò gli affreschi di Raffaello e di Polidoro. Di ritorno a Bologna Pupini collaborò con Bagnacavallo ed in seguito con Girolamo da Cotignola. Nel 1537 lavorò con gli artisti ferraresi nella Villa di Belriguardo per Ercole d’Este.
note: Venduto