Baccanale in una foresta
Baccanale in una foresta
STANZA
DEL
BORGO
Stampe di maestri

Giulio Sanuto

Venezia attivo dal 1540 c.- al 1588

BACCANALE IN UNA FORESTA - 1550

Bulino, fi rmato in basso a destra: ‘iulius sannutus f’
Bartsch, 1803-1821 XV, n. 3; Nagler 1835-52, pag. 8 n. 9; Passavant 1860-64 VI, pag. 105, n. 5; Rearick,
Firenze, 1976, pag. 103, n. 62; TIB, vol. 31, pag. 366; Bury, Edimburgo, 1990, pag. 42-43, n. 3
mm 456 x 558; misure del foglio mm 465 x 570
Ottima prova di questa rara stampa, impressa su due fogli verticali uniti, su carta con fi ligrana ‘Ancora nel cerchio’. In ottime condizioni, con margini da 3 a 7 millimetri oltre l’impronta del rame su tutti e quattro i lati, una piega orizzontale apprezzabile al verso, due piccoli tagli nel margine bianco restaurati.
Leggera traccia di sofferenza a sinistra nella parte bassa del foglio dovuto alla mancata uniformità di pressione come spesso avviene in stampe di grande formato.
Bury menziona solo tre impressioni di questa stampa conservate in collezioni pubbliche: una al British Museum, una all’Ashmolean ad Oxford e la terza all’Albertina di Vienna.
Si conosce inoltre una prova in collezione privata oltre l’esemplare transitato sul mercato di Londra (Phillips, 26, giugno 2000, lotto n. 190). Lutz Riester nel catalogo ‘A Miscellany of Old Master and Modern Prints’, London-Freiburg, 1992, pag. 44, n. 21, menziona altri due esemplari ad Amburgo e New York e G. J. van der Sman pubblica un bell’ esemplare a Rotterdam (Le Siècle de Titien, pag. 120, 2002).
Poche opere di Giulio Sanuto sono oggi conosciute, Bury afferma che solo una dozzina, più qualche mappa,può essere attribuita con certezza al maestro, che collaborò con il fratello cartografo Livio Sanuto. Le incisioni dell’artista si ispirano a composizioni di altri interpretate però in modo originale e personale. Per il ‘Baccanale in una foresta’ Sanuto si ispira ad un disegno, delle stesse dimensioni della stampa, eseguito a penna ed inchiostro su pergamena, attribuito da Rearick a Domenico Campagnola e conservato a Firenze agli Uffi zi (inv. n. 15101F).
Il soggetto è una evocazione di un baccanale classico con satiri e baccanti che si abbandonano ai loro istinti sensuali eseguendo danze indiavolate al suono della musica ottenuta con strumenti primitivi. A sinistra si bruciano le pigne che nel culto di Bacco hanno un signifi cato particolare. A destra compare una fi gura alata che guida il corteo, il suo aspetto evoca le creazioni fantastiche di Mantegna e potrebbe rappresentare ‘L’Amor ferinus’.
Campagnola più che in ogni altra sua opera si ispira qui alle fonti classiche: l’uomo e la donna abbracciati sembrano derivare dall’Altare Grimani (Venezia Museo Archeologico) specie per la pettinatura vista di spalle, mentre la testa del satiro al centro richiama la rappresentazione di una Pannychis (festa notturna in onore di una divinità) che orna il sarcofago esposto a Palazzo Venezia a Roma.
note: Venduto