Circe trasforma i compagni di ulisse in animali, 1650-51
Circe trasforma i compagni di ulisse in animali, 1650-51
STANZA
DEL
BORGO
Stampe di maestri

Giovanni Benedetto Castiglione, detto il Grechetto

Genova 1609 – Mantova 1665

Circe trasforma i compagni di Ulisse in animali, 1650-51

Acquaforte, firmata in basso a destra ‘G. Bened. S Castiglionus/ Genuensis. In Pin’
The Illustrated Bartsch, vol. 46, pag. 35, n. 22; Commentary, pag. 33, n. 22;  Percy, 1971, E23; Bellini, pag. 159, n. 60, II/II
mm 219 x 308; misure del foglio mm 217 x 311

Bella prova, ben inchiostrata, nel secondo stato di due, stampata con leggera tonalità su carta coeva con filigrana indistinta. In ottime condizioni, con margini sottili oltre l’impronta del rame.
La Percy propone una datazione all’inizio del sesto decennio, Bellini data l’acquaforte agli anni 1650-51. Certamente rispetto alle incisioni rembrandtiane della fine degli anni quaranta, la ‘Circe’ presenta forme più definite ed un disegno più ricco di volumi che ben l’accosta all’acquaforte ‘Temporalis Aeternitas’ datata 1655.
A Darmstadt (Hessisches Landemuseum, inv. A.E. 1857) è conservato un disegno a penna, in controparte rispetto all’incisione.
La maga Circe, seduta tra le rovine, osserva stancamente sulla destra l’eterogeneo gruppo di animali, gli uomini di Ulisse che essa ha trasformato in bestie. Le loro armature formano una stupenda natura morta al centro in primo piano. Castiglione combina qui due temi che lo affascinano già negli anni 1640: la melanconia e la futilità delle aspirazioni e delle occupazioni terrene.

Bibliografia:
G. Dillon, ‘Il genio di G. B. Castiglione: il Grechetto’, Genova, 1990; J. Bober, The Baroque Genius of Giovanni Benedetto Castiglione, National Gallery of  Art, Washington DC, January 29 – July 8, 2012.
note: Venduto