Stanza del Borgo
STAMPE E DISEGNI DI MAESTRI, STAMPE E DISEGNI GIAPPONESI
Studio di teste

Gaetano Gandolfi
Studio di teste

Ottima prova, brillante e ben inchiostrata, nel secondo stato di due, firmata con la sigla GGF in basso al centro.

In eccellente stato di conservazione, con margini regolari oltre l’impronta del rame sui quattro lati.
Si tratta di una stampa piuttosto rara, attribuita da De Vesme, che ne segnala un esemplare presso il Gabinetto delle Stampe della Biblioteca Nazionale di Parma, a Gaetano Gandolfi nel 1906. Il foglio è stato assegnato erroneamente da Nagler (N. II, 3006) a Ch. G. Geisler.

Fausto Gozzi, nel Catalogo sulle incisioni dei Gandolfi, pubblica un bell’esemplare, della nostra acquaforte, di collezione privata (n. 15).

Il foglio raffigura un capriccio di teste: in primo piano una figura maschile con baffi, turbante e pennacchio è disegnata frontalmente e reca sulla spalla la sigla dell’artista GGF, sulla sinistra si vedono due profili di volti femminili e sulla destra due profili maschili in ombra. Questo gusto per i capricci di teste incontrò la moda del tempo e offrì l’occasione per disegnare eleganti e armoniosi gruppi di teste.

Il grande successo di questi capricci di teste è documentato anche dall’esistenza di un album, composto da 23 incisioni eseguite all’acquaforte da Luigi Tadolini (1758-1823), di cui un esemplare completo si trova presso la Biblioteca d’Arte e d’Archeologia Jacques Doucet a Parigi (D. Biagi Maino, 1994, Gaetano Gandolfi’s capricci of heads: drawings and engravings, in The Burlington Magazine, CXXXVI, n. 1905, June,  pp. 375-379).

Bibliografia:
Fausto Gozzi, Ubaldo, Gaetano e Mauro Gandolfi: Le incisioni, 2002.

  INFORMAZIONI
Tecnica: Acquaforte
Dimensioni: mm. 106 x 154

De Vesme n 17; Gozzi n 15 II/II

Monogrammata in basso al centro GGF


  CATEGORIE
Maestri antichi, Collezione Maestri

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Gaetano Gandolfi fu un artista bolognese che insieme al fratello Ubaldo rinvigorì la tranquilla scena della grafica Bolognese a partire dal 1760. Entrambi nati a San Matteo della Decima si iscrissero all’Accademia Clementina di Bologna dove, escluso qualche breve viaggio, operarono e ricevettero la maggior parte delle commissioni.
Gaetano, più giovane di sei anni del fratello, vinse all’Accademia due medaglie per la scultura e quattro per il disegno ed ebbe modo di trascorrere un anno di studio a Venezia nel 1760, esperienza destinata a lasciare un segno duraturo sul suo stile di pittore e disegnatore. Nel 1783 si recò invece in Inghilterra, forse su invito di Richard Dalton, che aveva conosciuto mentre era in Italia a ricercare opere d’arte per Giorgio III.
Come si è precedentemente accennato, Gaetano lavorò molto nella sua nativa Bologna e in territori limitrofi, prova ne sono le pale d’altare e gli affreschi commissionatigli in territorio emiliano tra i quali ad esempio gli affreschi raffiguranti i Quattro Elementi a Palazzo Odorici a cui seguirono altre commissioni in palazzi patrizi bolognesi. Pregevoli e molto rare furono poi le sue acqueforti e le acquetinte.
Per tutta la vita Gaetano rimase coinvolto nelle attività dell’Accademia Clementina presso la quale insegnò disegno. L’artista fu un dotato disegnatore ed incisore e le sue opere di grafica vennero molto apprezzate.


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